Vincitori: Antonio P., Pierfranco M., Giuliano C., Aldino D., Chris P., Maria S., Wenger B., Rino C., Cora Z., Marco T., Giancarlo B., Ferdinando B.
Sa petra istampata - Galtellì (NU)
Il sito si può raggiungere dal centro di Galtellì seguendo le chiare indicazioni per il Monte Tuttavista, si tratta di un magnifico arco di roccia naturale alto 30 mt.
Vincitori: Antonio C., Gianni S., Mario F., Paolo C.
Il Santuario della Madonna di Seunis - Thiesi (SS)
Il Santuario della Madonna di Seunis sorge su uno splendido piazzale panoramico. E' una chiesa settecentesca ampliata e rimaneggiata in periodo successivo. La facciata priva di campanile, si presenta attualmente con Timpano ricurvo e un'ampia bifora in asse col portale. All'interno, che è a tre navate voltate a botte, con l'abside coreograficamente decorato da una gloria di anelli di stucco, un tronetto marmoreo ottocentesco accoglie l'antico simulacro della Vergine veneratissimo da tutta la popolazione del Mejlogu. La festa ha sempre richiamato un gran numero di fedeli. Durante la festa si fa " su 'izzadolzu", ( da "bizare = vegliare ), è un sacrificio donato alla Madonna in cambio di Grazie richieste sul momento o nell'anno precedente la festa; inizia il sette settembre subito dopo la cena. Questa usanza si è mantenuta nel tempo, se pur con livelli di partecipazione alterni. Le punte massime si sono ovviamente raggiunte nei momenti sociali più gravi : guerre, carestie, epidemie, ecc.mentre vi è stato un calo nei momenti di benessere e in particolare durante il boom economico degli anni sessanta.

Ulteriori informazioni: http://www.thiesionline.it/madonna_di_seunis.htm
Vincitori: Giancarlo P., Stefania M., Loredana C., Antonella S., Bruno S., Paola S., Franco C., Giovanna S., Letizia S., Valeria F., Daniele M., Michele P., Paolo C., Peppe L., Maria L., Gianni L., Claudio C., Renato M., Gianpiero C., Marcello M., Alexandra F., Teresina P., Maddalena G.
Chiesa di San Pietro - Bosa (OR)
Nelle immediate vicinanze del centro urbano di Bosa in località Calmedia, a breve distanza dalla sponda sinistra del fiume Temo, fra il 1062 e il 1073 il vescovo Costantino de Castra fece edificare la prima cattedrale di Bosa dedicata a S. Pietro.
La chiesa, sorta negli stessi luoghi che videro l’avvicendarsi dei Fenici, dei Punici e dei Romani, assunse la denominazione di extra muros quando la popolazione, per non soccombere alle incursioni saracene, si trasferì sulla sponda destra del fiume, mettendosi sotto la protezione del castello Malaspina costruito sul colle di Serravalle nel 1112 e andando a formare un borgo fortificato, oggi il quartiere Sa Costa, centro storico della città. Immersa nei giardini di Bosa la chiesa di S. Pietro è, nelle sue forme attuali, il risultato di almeno tre diversi momenti costruttivi. Del nucleo originario a tre navate rimane il corpo centrale, in blocchetti trachitici appena sbozzati e disposti in filari irregolari, con copertura in legno per la navata centrale e volta a crociera per le laterali.
Agli inizi del XII secolo la chiesa fu oggetto di lavori di ampliamento che videro il prolungamento delle navate verso oriente e verso il prospetto, dotando la navata centrale di nuova abside. Questi furono rimaneggiate significativamente nei restauri del 1938.
Più di un secolo dopo (fine XIII sec.) nuovi lavori di chiaro gusto gotico francese interessarono un tratto del fianco nord, corrispondente alle prime tre campatelle e il prospetto attribuito al singolare maestro Anselmo da Como.
E’ considerata uno dei capolavori del Romanico in Sardegna.

Ulteriori informazioni: http://www.bosaweb.it
Vincitori: Bea S., Paolo C., Valeria F., Michela G., Giovanni V., MGB, Paola S., Arceo S., Trambuccone, Fabiana C., Alexandra, Laura C., Antonella S.
Isola di Tavolara - Arco naturale
Vincitori: Arceo S., Laura C., Peppe P., Ennio C., Ettore G., Paola S., Riccardo F., Franco C., Fabiana C., Marina F., Gianpiero D.
Nuraghe Serbissi - Osini
E' senza dubbio il nuraghe più bello del Taccu di Osini sia per la maestosità sia per la posizione dominante sul territorio circostante. Una vista mozzafiato. Sembrerebbe di affacciarsi ad un balcone a 360 gradi sul mondo. A nord domina il Gennargentu e vicinissimo Perde Liana altro monumento naturale sito nel comune di Gairo. A sud altipiani e montagne fino alla linea dell'orizzonte.
Il complesso nuragico e composto da una torre centrale e da altre 3 torri, una a nord, una a sud e una ovest. Tutte le torri sono unite tra loro da un bastione murario. La torre principale e alta circa m.6 con un diametro di m.10.
Sotto il nuraghe ad un altezza leggermente inferiore, circa 20 metri più a valle vi è una grotta, un tunnel naturale che permette di attraversare la montagna sottostante il nuraghe da sud a nord e viceversa. L'esistenza della stessa penso sia stato determinante nella scelta del luogo in cui costruire il complesso. La grotta pur non essendo grandissima e di notevole dimensioni e probabilmente dev'essere stata usata a suo tempo come mezzo di rifugio non solo occasionale e come strumento di conservazione delle derrate alimentari. Lo dimostra il fatto che fino a pochi anni fa i pastori la usavano allo stesso modo. Riparo per il bestiame e per se stessi.
A valle è presente una Tomba dei Giganti con una sorgente. Nelle vicinanze nonché all'interno della grotta sono stati ritrovati, così come negli altri nuraghi, frammenti ceramici.
Questo nuraghe, da visitare assolutamente è raggiungibile anche in macchina, si trova a circa 12 km. da Osini, la strada e abbastanza buona, svoltando a destra nel primo incrocio che si trova superato il Passo di San Giorgio.

Fonte: http://digilander.libero.it/osini/
Vincitori: Liliana B. A., Cora Z., Paolo C., Vito Z., Gianpiero C., Fabiana C., Arceo S., Piera S., Ivan S., Paola S., Laura C., Marco P., Graziano M., Gianpiero D., Barbara V., Gianna S., Nugoresu, Marina F., Tina, Patricia D., Vito D., Marcello B., Antonio C.
Chiesa di San Giovanni - Orotelli
La chiesa di San Giovanni è la Chiesa più antica del Comune di Orotelli. La sua nascita si fa risalire ai primi venticinque anni del XII secolo.
È posta in una collina, e così come quasi tutte le chiese del medioevo, è orientata da Ovest verso Est; ha una lunghezza pari a 30 metri ed è larga 8 metri. Costruita in trachite rossa, ha forma basilicale, con tre navate. Il tetto è costruito con travi in legno a vista.
È caratterizzata da un campanile molto importante, non soltanto per la sua forma, per i basso rilievi (dove sono raffigurati: un soldato romano, un uomo con una grande palma in mano, agnelli e serpenti), ma soprattutto per i trafori e i ricami delle cornici. Il Santo Patrono si festeggi il 28 Agosto.

Fonte: http://www.comune.orotelli.nu.it
Vincitori: Liliana B., Daniele M., Monica A., Tina S., Arceo S., Piera S., Maria Teresa T., Flavio N., Maria P., Bea S., Katia C., Antonio P., Paolo C., Silvia C., Gianna S., Alessandra O., Antonella S., Salvatore M., Marina F.
Torre di Vignola - Aglientu
La torre risale al 1572 con un diametro di 12 metri. Per raggiungerla basta seguire le indicazione per Vignola mare.
Vincitori: Davide Z., Antonella S., Arceo S., Beatrice S., Gianna S., Marina F., Valeria F., Sara P.
Chiesa di San Mauro - Gesico
Vincitori: Antonella S., Arceo S., Alessandra P., Rita A., Marcello P., Mauro P., Elena C., Tina G., Gianna S., Angelo P., Giampaolo D., Emilio b., Renato M., Antonio P., Patrizia M., Paolo C., Valeria F., Ettore G., Piera U., Linda D., Alessandra O., Giorgio P., Giuliano C., Nico L., Maria Teresa M., Ornella G., Paola S., Enza F., Daniela M., Romano M., Franco S., Marina F., Graziano M., Flavio N., Lanfranco P., Laura C., Luigi N., Monica P., Karin V., Valentina C.
La Torre di Portoscuso - Portoscuso

Il simbolo della nascita di Portoscuso è rappresentato dalla Torre che si innalza da secoli su uno sperone roccioso e domina tutto il golfo circostante. La sua costruzione risale al periodo della dominazione spagnola ed il fine era quello di stabilirvi un presidio armato a difesa del luogo, con l'avvistamento delle navi nemiche ed in particolare quelle dei pirati saraceni. Costoro giungevano per depredare lo stabilimento della tonnara e quanto a loro poteva tornare utile, compresi gli abitanti che portavano via per venderli come schiavi.
Questa Torre è dunque la muta testimone degli avvenimenti del paese, nato sotto la sua ombra, ed è testimone di tutte le calamità ed i travagli che i portescusesi subirono e della forza di volontà che ebbero perché il paese che avevano fondato prosperasse.
Essa fa parte di una serie di torri che circondano il litorale della Sardegna, fatte costruire appunto dal Real Governo Spagnolo a scopo di difesa.
Il motivo principale che rese necessaria la costruzione di tali opere di difesa fu la costante ed invadente potenza dei Saraceni i quali, fin dai tempi delle Repubbliche Marinare, costituivano un continuo pericolo sia per i naviganti sia per i paesi costieri, che vivevano nel terrore di possibili saccheggi.
Alcune erano state costruite con il solo compito di segnalazione di eventuali pericoli, altre con il compito di difesa vera e propria. La loro locazione era scelta di solito nei punti più alti degli imbocchi dei porti, a protezione dei traffici marittimi in genere ed in particolare per proteggere il ricavato delle pesche del tonno e dei corallo, poiché tali attività, soprattutto le "autunnares", le tonnare, avevano avuto un grande sviluppo durante il regno di Filippo Il di Spagna.
La costruzione della Torre di Portoscuso risale al periodo dell'impianto della tonnara, realizzata con l'autorizzazione di Filippo Il dal mercante cagliaritano Pietro Porta, il quale si era trovato nella necessità di proteggere la costa dai pirati saraceni.
Nell'anno 1636, durante una delle incursioni più violente, i barbareschi riuscirono ad avere il sopravvento sul presidio armato ed a radere al suolo la Torre. La sua riedificazione venne subito disposta e stanziata con i fondi della Real Cassa. L'anno seguente, su progetto del Mastro Razional Don Giacinto de Bolea e su lavori di costruzione diretti dai capi mastri scalpellini della città di Cagliari - Gaspare Pinna e Nicolao Cuccuru -, la Torre veniva di nuovo edificata e resa funzionante.
Un altro terribile attacco barbaresco si ebbe nell'anno 1760; la Torre fu ancora semidistrutta, e poi ricostruita con l'attuale forma a tronco di cono.
Poggia su un gruppo di scogli, a metri 30 sul livello del mare, ed ha un'altezza di metri 16. Tutti i successivi attacchi da parte dei nemici, vennero respinti; pertanto la torre conserva la stessa struttura di allora.
Essa ha la parte esterna ricoperta di pietre irregolari, mentre la sommità è circondata da pietre regolari a rostro per difesa e altre feritorie per offesa.
Tramite una scala esterna a ventaglio, composta da 18 gradini si accede al primo piano, sollevato a metri 4 dal suolo. L'illuminazione interna è data da 7 finestre ad arco. Al centro trovasi, interrata, una cisterna di circa 3 metri cubi alimentata dall'acqua piovana che dalla terrazza è fatta confluire con condotte interne ai muri perimetrali.
In vistoso risalto due archi a tutto sesto si intersecano al centro, a metri 8 di altezza, dividendo la volta circolare in quattro quarti. In quello di Nord-Est gli archi si obliquano, in quanto per la loro funzione statico-bellica dovevano reggere la spinta che i cannoni, sistemati nella terrazza, esercitavano. Una scala con 40 gradini, a camminamento interno, congiunge la sala alla terrazza. Attualmente qui nella parte NE si trovano due vani e un ripostiglio, fatti costruire nel periodo sabaudo per alloggiamento della Regia Guardia delle Gabelle (Finanza).
Nella calotta restante, vi sono 8 posti per i cannoni. In origine la capacità di fuoco dei pezzi di artiglieria era di 360 gradi.
Data la sua ubicazione, la visualità è tale da comprendere la pianura fino a Paringianu, i canali di Sant'Antioco e San Pietro, su Scogliu Mannu, la baia di Portupaleddu e tutto il coronamento roccioso che da Baccu Ollastu va a Ghilotta e Sinineddu.

Fonte: http://www.portoscuso.com