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Fuochi Sant'Antonio Abate 2018: Bottidda

Sant'antoni'e su fogu Bottidda

Lunedì 16 gennaio

A conferma delle sue antiche origini, Bottidda conserva ancora oggi riti, usanze e tradizioni del passato, che la caratterizzano particolarmente. Risalgono, infatti, ad epoca precristiana i suggestivi riti in onore di Sant'Antoni 'e su fogu, che si ripetono ogni anno il pomeriggio del 16 gennaio, con il coinvolgimento di tutta la popolazione e la partecipazione di un gran numero di persone provenienti da altri centri dell'isola.

Con la rituale accensione dell'unico maestoso falò sormontato dalla tradizionale croce di arance, hanno inizio i festeggiamenti in cui si mescolano il sacro e il profano.

Dopo la celebrazione della santa messa nell'antica chiesa di Santa Maria degli Angeli, un cavaliere con l'Ardia (pane azimo decorato e colorato di giallo) e lo stendardo di sant'Antonio abate guida la processione dei fedeli fino alla vicina piazza dove arde su fagarone, intorno al quale, dopo la solenne benedizione del fuoco, ha inizio il suggestivo rito pagano di S'inghiriu de su fagarone.

Il cavaliere compie sei giri propiziatori attorno al falò (tre in senso orario e tre in senso anti orario), seguito poi da numerose persone che, con cesti di Tilicas (tipici dolci di sapa) e fiaschi di vino novello, in adempimento a personali promesse votive, ripetono lo stesso rituale, con grande partecipazione della folla. Dopo il taglio dell'Ardia (distribuita in segno benaugurale ai presenti) e delle Tilicas, inizia la degustazione dei dolci e del vino.

Da circa un quarto di secolo, un comitato si fa carico di organizzare i festeggiamenti e offre a tutti i partecipanti la cena a base di carne suina.

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